Glossario finanziario

 

 

 

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Fabbisogno
Saldo riferito ai conti pubblici, valutato in termini di cassa, delle partite correnti, di quelle in conto
capitale e di quelle di natura finanziaria. Può essere inoltre espresso come saldo fra le accensioni
e i rimborsi di prestiti (che rappresenta il ricorso all’indebitamento nei confronti di altri soggetti,
in forma di titoli, crediti bancari e altri strumenti finanziari). Nel primo caso il fabbisogno viene
calcolato dal lato della «formazione», nel secondo da quello della «copertura» (vedi lo schema alla
voce: Indebitamento netto).
 

Factoring
Contratto di cessione, pro soluto (con rischio di credito a carico del cessionario) o pro solvendo
(con rischio di credito a carico del cedente), di crediti commerciali a banche o a società specializzate,
ai fini di gestione e di incasso, al quale può essere associato un finanziamento in favore del
cedente.
 

Fair value
È il corrispettivo al quale un’attività (passività) può essere scambiata (estinta) in una libera transazione
tra parti consapevoli e disponibili.
 

Famiglie
Il settore comprende le famiglie consumatrici (individui o gruppi di individui nella loro qualità di
consumatori) nonché le imprese individuali, le società semplici e quelle di fatto che impiegano fino
a 5 addetti, produttrici di beni e servizi non finanziari destinabili alla vendita; a ciò si aggiungono,
inoltre, le unità produttrici di servizi ausiliari dell’intermediazione finanziaria senza addetti dipendenti.
Pertanto, le risorse del settore sono costituite da redditi da lavoro dipendente e autonomo, da
trasferimenti e da redditi da capitale e d’impresa (vedi anche: Settori istituzionali).
Federal funds (vedi: Tasso sui federal funds)
 

Financial Stability Board (FSB)
A partire dall’aprile del 2009 il Financial Stability Board ha preso il posto dell’FSF. La partecipazione
al Board è stata allargata a tutti i paesi del G20, alla Spagna e alla Commissione europea.
L’FSB sarà composto dal Presidente, da un Segretariato, dal Plenary Board (a cui partecipano tutti i
membri) e da uno Steering Committee (i cui membri saranno selezionati dal Presidente in modo da
realizzare un equilibrio tra rappresentanza ed efficacia operativa). Anche il mandato dell’FSB è stato
ampliato significativamente rispetto a quello dell’’FSF. (vedi anche: Financial Stability Forum).
 

Financial Stability Forum
Il Financial Stability Forum è stato istituito nell’aprile del 1999 per promuovere la stabilità finanziaria
internazionale attraverso lo scambio di informazioni e la cooperazione internazionale nel campo

della vigilanza e sorveglianza finanziarie. Appartengono all’FSF le autorità preposte alla vigilanza
nazionale dei seguenti paesi Australia, Canada, Francia, Germania, Giappone, Hong Kong, Italia
Paesi Bassi, Regno Unito, Singapore, Stati Uniti, Svizzera. Partecipano inoltre alcune organizzazioni
internazionali (Banca Mondiale, BCE, BRI, FMI, e OCSE) e gli organismi responsabili dell’emanazione
degli standard contabili internazionali (Basel Committee, IOSCO, IASB, ecc.). Il 2 aprile
2009 l’FSF è stato ridenominato Financial Stability Board. (vedi anche: Financial Stability Board).
 

Finanziamenti al settore privato
Interni: prestiti delle IFM agli Altri residenti (vedi) e obbligazioni collocate sull’interno dagli Altri
residenti.
Totali: finanziamenti interni al settore privato e obbligazioni emesse dagli Altri residenti in possesso
di residenti in altri paesi dell’area dell’euro e del Resto del mondo.
 

Flexible Credit Line (FCL)
Sportello finanziario disegnato per garantire accesso rapido e per importi elevati alle risorse dell’FMI
a paesi membri con solide condizioni economiche di fondo e politiche virtuose in atto. Una
volta approvata, l’FCL permette al paese di utilizzare l’intero ammontare concesso, anche in un’unica
soluzione e senza ulteriore coinvolgimento del Fondo. Lo sportello finanziario è rinnovabile e, a
differenza delle altre linee di credito ordinarie (SBA), non prevede limiti di accesso.
 

Floating rate note
Titoli di credito a interesse variabile.
 

Fondazioni bancarie
Si tratta di ex banche pubbliche che, ai sensi della L. 30.7.1990, n. 218, e del D.lgs. 20.11.1990,
n. 356, hanno effettuato il conferimento dell’azienda bancaria a società bancarie, finanziarie o strumentali
di tali società, ricevendo in corrispettivo azioni rappresentative del capitale. Le Fondazioni
sono persone giuridiche private senza fine di lucro ai sensi del D.lgs. 17.5.1999, n. 153, e successive
modificazioni, che ne detta la disciplina civilistica e fiscale e regola la dismissione delle partecipazioni
detenute nelle società conferitarie.
Fondi comuni armonizzati
Fondi comuni rientranti nell’ambito di applicazione della direttiva CEE 20.12.1985, n. 611, e
successive modificazioni, caratterizzati dalla forma aperta, dalla possibilità dell’offerta al pubblico
delle quote e da taluni limiti agli investimenti. Con riferimento a questi ultimi si ricorda, tra l’altro,
l’obbligo di investire prevalentemente in strumenti finanziari quotati.


Fondi comuni di investimento
Dal punto di vista legale, sono patrimoni, privi di personalità giuridica, suddivisi in quote di pertinenza
dei partecipanti, la cui gestione è affidata ad apposite società (vedi: Società di gestione del
risparmio) che ne curano l’investimento in strumenti finanziari, crediti o altri beni. Il patrimonio
del fondo è distinto sia da quello della società di gestione, sia da quello dei partecipanti e deve essere
depositato presso una banca (banca depositaria). Sono disciplinati dal Testo unico in materia di
intermediazione finanziaria del febbraio 1998.
Dal punto di vista economico, il termine fa riferimento agli investitori istituzionali che li gestiscono.
I fondi comuni di investimento includono le principali tipologie di seguito indicate.


Fondi comuni di investimento immobiliare
Sono fondi chiusi che investono esclusivamente o prevalentemente in beni immobili, diritti reali
immobiliari e partecipazioni in società immobiliari (vedi: Fondi comuni di investimento chiusi).

 

Fondi comuni di investimento mobiliare aperti
Sono fondi, disciplinati dal Testo unico in materia d’intermediazione finanziaria, in cui i partecipanti
hanno diritto di chiedere in qualsiasi momento il rimborso delle quote al valore di
mercato secondo le modalità previste dalle regole di funzionamento del fondo. Investono prevalentemente
in strumenti finanziari negoziati nei mercati regolamentati.


Fondi comuni di investimento chiusi
Sono fondi, disciplinati dal Testo unico in materia d’intermediazione finanziaria, in cui a differenza
dei fondi aperti il rimborso delle quote ai partecipanti avviene solo a scadenze predeterminate.
Devono necessariamente assumere la forma chiusa i fondi che investono in attività immobiliari,
in strumenti finanziari non quotati in misura superiore al 10 per cento del patrimonio,
in crediti e in altri beni diversi dagli strumenti finanziari. Assumono generalmente questa forma
i fondi che esercitano le attività di investimento nel capitale di rischio delle imprese, nel periodo
di avvio dell’attività (vedi: Venture capital) o in fasi successive del ciclo di vita aziendale, al fine
di favorirne lo sviluppo (private equity).


Fondi di mercato monetario
Sono fondi comuni aperti (vedi: Fondi comuni di investimento mobiliare aperti) le cui quote
sono, in termini di liquidità, altamente sostituibili ai depositi e che, secondo i criteri stabiliti
dalla Banca centrale europea, rientrano tra le Istituzioni finanziarie monetarie (vedi).
Fondi comuni riservati a investitori qualificati
Sono fondi, disciplinati dal Testo unico in materia d’intermediazione finanziaria, a cui possono
partecipare soltanto i cosiddetti investitori qualificati. Si considerano investitori qualificati: le SIM,
le banche, gli agenti di cambio, le SGR, i fondi pensione, le imprese di assicurazione e le altre categorie
di soggetti individuate dal decreto del Ministro del Tesoro del 24.5.1999, n. 228. I fondi
riservati possono investire il patrimonio anche in deroga ai limiti prudenziali previsti in via generale
per gli altri fondi.


Fondi comuni speculativi
Sono fondi, disciplinati dal Testo unico in materia d’intermediazione finanziaria e dal decreto del
Ministro del Tesoro del 24.5.1999, n. 228, non sottoposti a vincoli riguardo all’oggetto degli investimenti,
che possono derogare ai divieti di carattere generale e alle norme prudenziali fissate per gli
altri fondi. Sono previsti limiti al numero massimo di partecipanti, la sottoscrizione minima iniziale
non può essere inferiore a 500.000 euro e l’offerta di quote non può essere oggetto di sollecitazione
all’investimento (vedi anche: Hedge funds).
Fondi intermediati totali
Totale dell’attivo di bilancio delle banche al netto delle spese e perdite e delle partite in sospeso (o
viaggianti).


Fondi master – feeder
Ai sensi delle direttive comunitarie in materia di OICVM, il fondo feeder è un fondo che è stato
approvato per investire almeno l’85 per cento delle sue attività in quote di un altro fondo (fondo master).
Quest’ultimo non può a sua volta essere un fondo feeder né detenere quote di fondi feeder.
 

Fondi pensione
Fondi che erogano prestazioni previdenziali in favore dei lavoratori di un’impresa, settore o categoria
professionale, volti a integrare il trattamento pensionistico pubblico. La relativa disciplina è contenuta
nel D.lgs. 5.12.2005, n. 252, che ha riformato le norme sulla previdenza complementare. I

fondi pensione si distinguono in due tipologie principali: negoziali e aperti. Quelli negoziali vengono
istituiti per singola azienda o gruppi di aziende o enti, per categorie di lavoratori o comparto
di riferimento o per raggruppamenti territoriali, in seguito a contratti collettivi nazionali, accordi o
regolamenti aziendali, accordi fra lavoratori autonomi o liberi professionisti promossi dai sindacati
o dalle associazioni di categoria. I fondi aperti sono istituiti da banche, assicurazioni, SGR e SIM e
consentono l’adesione su base collettiva o individuale, senza vincoli di appartenenza del lavoratore
a specifiche aziende o categorie. Le forme pensionistiche complementari che risultavano istituite
alla data di entrata in vigore della L. 23.10.1992, n. 421, vengono definite “preesistenti”. Tra queste
ultime, si annoverano anche i fondi bancari interni, senza personalità giuridica, già istituiti all’interno
delle banche e delle società appartenenti a gruppi bancari. Il D.lgs. 5.12.2005, n. 252, prevede
il trasferimento alla Covip della vigilanza su questi fondi, sinora sottoposti alla supervisione della
Banca d’Italia ai sensi dell’art. 18 del D.lgs. 21.4.1993, n. 124.
 

Fondo di garanzia per le PMI
Il Fondo – istituito, in base all’art. 2, comma 100, lettera a), della legge n. 662 del 1996, dal
Ministero delle Attività Produttive (ora delle Sviluppo economico), alimentato con risorse pubbliche
– garantisce o contro-garantisce operazioni, aventi natura di finanziamento ovvero partecipativa,
a favore di piccole e medie imprese. Gli interventi del Fondo consistono essenzialmente in
“garanzie dirette” a fronte di esposizioni di banche e di intermediari finanziari iscritti nell’elenco
speciale di cui all’ art. 107 del TUB e in “contro-garanzie” a fronte delle garanzie rilasciate da
confidi. Il Fondo rilascia garanzie per un importo multiplo rispetto alle risorse disponibili (“moltiplicatore”),
nei limiti imposti dall’osservanza di uno specifico coefficiente di rischio.
 

Fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato
Fondo previsto dalla L. 27.10.1993, n. 432, e successive modificazioni, avente l’obiettivo di ridurre
la consistenza dei titoli di Stato in circolazione mediante acquisti sul mercato ovvero rimborso dei
titoli in scadenza dal 1º gennaio 1995. La L. 23.12.1996, n. 662, ha modificato l’art. 4 della L.
432 del 1993 istitutiva del Fondo, allo scopo di prevederne un’ulteriore modalità di utilizzo per
l’acquisto di partecipazioni azionarie possedute da società delle quali il Tesoro sia unico azionista,
ai fini della loro dismissione. Il Fondo è alimentato dai proventi delle dismissioni di beni e attività
dello Stato, dal gettito derivante da entrate straordinarie dello Stato, da eventuali assegnazioni da
parte del Ministero del Tesoro, dai proventi di donazioni e disposizioni testamentarie e dai proventi
della vendita di attività mobiliari e immobiliari confiscate dall’Autorità giudiziaria in relazione a
somme sottratte illecitamente all’Amministrazione pubblica. Sulle giacenze del Fondo la Banca
d’Italia corrisponde semestralmente un interesse pari a quello medio dei BOT emessi nel semestre
precedente. Il decreto del Ministro del Tesoro del 13.10.1995 dispone che le operazioni di acquisto
possono essere effettuate mediante incarico conferito dal Ministro del Tesoro alla Banca d’Italia o
ad altri intermediari individuati tra gli operatori «specialisti» in titoli di Stato, con l’indicazione del
prezzo massimo accoglibile, oppure mediante asta competitiva riservata agli operatori «specialisti»,
gestita dalla Banca d’Italia.
 

Forme pensionistiche individuali
Forme di risparmio individuale, assoggettate alla disciplina fiscale della previdenza complementare,
volte a integrare il trattamento pensionistico pubblico e quello derivante dall’adesione ai Fondi
pensione (vedi). Possono essere costituite sia attraverso l’adesione individuale a fondi pensione
aperti, sia sottoscrivendo contratti assicurativi con finalità previdenziale, vale a dire polizze che
prevedono l’erogazione della prestazione solo al compimento dell’età pensionabile e dopo aver
soddisfatto requisiti di partecipazione minima.


Forward rate agreements (FRA)
Contratti, generalmente scambiati su mercati Over-the-counter (vedi), con cui le parti si accordano
per ricevere (pagare) alla scadenza la differenza fra il valore calcolato applicando all’ammontare

dell’operazione un tasso di interesse predeterminato e il valore ottenuto sulla base del livello assunto
da un tasso di riferimento prescelto dalle parti.


Forze di lavoro (vedi: Rilevazione sulle forze di lavoro)
 

Futures
Contratti standardizzati con cui le parti si impegnano a scambiarsi, a un prezzo predefinito e a una
data futura, valute, valori mobiliari o beni. Tali contratti sono negoziati su mercati regolamentati,
dove viene garantita la loro esecuzione.

 

 

Source: BANCA D’ITALIA

 

Alcuni termini del glossario sono a cavallo tra finanza ed economia.

 

 

 

 

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