Glossario finanziario

 

 

 

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Obbligazioni bancarie
Titoli di debito che impegnano la banca emittente al rimborso del capitale oltre che alla corresponsione
degli interessi, di ammontare fisso o variabile nell’arco della durata prestabilita. La normativa
di vigilanza prescrive che la durata media di una emissione non possa essere inferiore a 24 mesi.
L’eventuale rimborso anticipato non può avvenire prima di 18 mesi e deve essere esplicitamente
previsto dal regolamento di emissione.


Obbligazioni bancarie garantite (vedi: Covered bond)


Obbligazioni con warrant (vedi: Warrant)


Obbligazioni convertibili in azioni
Sono titoli obbligazionari che attribuiscono al possessore il diritto di convertirli, nei termini e con
le modalità prefissate, in azioni della società emittente o di altre società.


Obbligazioni della Repubblica (vedi: Prestiti della Repubblica)


Obbligazioni Pfandbriefe
Titoli obbligazionari di diritto tedesco garantiti da attività iscritte nel bilancio dell’emittente. Tali titoli
possono essere emessi esclusivamente da intermediari specializzati nella concessione di mutui ipotecari
(Hypotheken Pfandbriefe) o di prestiti al settore pubblico (Oeffentliche Pfandbriefe). Le attività poste a
garanzia sono iscritte in un apposito registro; in caso di insolvenza dell’emittente, i detentori di obbligazioni
Pfandbriefe vengono soddisfatti, a valere su tali attività, prima degli altri creditori. La normativa
prevede, tra l’altro, che le attività poste a garanzia abbiano valore e tassi di interesse non inferiori,
e scadenze e valute corrispondenti, a quelli dei titoli in essere; nel caso di mutui ipotecari, inoltre, le
garanzie non possono rappresentare più del 60 per cento del valore complessivo dei mutui erogati.


Obiettivi di sviluppo del Millennio
Individuano otto grandi priorità: dimezzamento della percentuale di popolazione mondiale che
vive in condizioni di povertà estrema e soffre la fame; raggiungimento dell’istruzione elementare

universale; promozione della parità dei sessi; diminuzione della mortalità infantile; miglioramento
della salute materna; contrasto alla diffusione dell’HIV/AIDS, della malaria e di altre malattie endemiche;
tutela della sostenibilità ambientale; promozione di un partenariato globale per lo sviluppo.
Tali obiettivi, adottati dai paesi membri delle Nazioni unite nel settembre 2000, devono essere
raggiunti entro il 2015.


Obiettivo 1
Definito nell’ambito del ciclo di programmazione 2000-2006, l’obiettivo 1 intende promuovere
lo sviluppo e l’adeguamento strutturale delle regioni in ritardo il cui prodotto interno lordo pro
capite è inferiore al 75 per cento della media dell’Unione europea. Tale obiettivo riguarda inoltre
le regioni ultraperiferiche (dipartimenti francesi d’oltremare, Azzorre, Madera e isole Canarie) e le
zone interessate dal precedente obiettivo 6 (zone a bassa densità di popolazione), creato in seguito
all’atto di adesione dell’Austria, della Finlandia e della Svezia. Come in precedenza, i 2/3 delle
azioni dei Fondi strutturali sono adottate in applicazione dell’obiettivo 1. Il 20 per cento circa della
popolazione totale dell’Unione è interessata dalle misure adottate nel quadro di tale obiettivo.


Obiettivo 2
Definito nell’ambito del ciclo di programmazione 2000-2006, l’obiettivo 2 contribuisce a favorire
la riconversione economica e sociale delle zone con difficoltà strutturali diverse da quelle ammissibili
all’obiettivo 1. Tale obiettivo riunisce i precedenti obiettivi 2 e 5b e altre zone che registrano
problemi di diversificazione economica. Esso riguarda globalmente le zone in fase di mutazione
economica, le zone rurali in declino, le zone dipendenti dalla pesca che si trovano in una situazione
di crisi e i quartieri urbani in difficoltà. Il 18 per cento massimo della popolazione dell’Unione
rientra in questo obiettivo.


Obiettivo 3
Definito nell’ambito del ciclo di programmazione 2000-2006, l’obiettivo 3 riunisce tutte le azioni
a favore dello sviluppo delle risorse umane al di fuori delle regioni ammissibili all’obiettivo 1. Tale
obiettivo riprende i precedenti obiettivi 3 e 4. Esso costituisce il quadro di riferimento dell’insieme
delle misure prese nell’ambito del nuovo titolo sull’occupazione del Trattato di Amsterdam e della
strategia europea per l’occupazione.


Obiettivo convergenza
L’obiettivo convergenza mira ad accelerare il processo di convergenza degli Stati membri e delle
regioni meno sviluppate della UE attraverso il miglioramento delle condizioni di crescita e di
occupazione. Tale obiettivo viene finanziato tramite il FESR, il FSE e il Fondo di coesione. Esso
rappresenta l’81,5 per cento del totale delle risorse disponibili.


Obiettivo competitività regionale e occupazione
L’obiettivo competitività regionale e occupazione mira ad anticipare i cambiamenti economici e
sociali, a promuovere l’innovazione, l’imprenditorialità, la tutela dell’ambiente e lo sviluppo di
mercati del lavoro anche nelle regioni non oggetto dell’obiettivo “convergenza”. Esso è finanziato
tramite il FESR e il FSE e rappresenta il 16 per cento del totale delle risorse disponibili.


Obiettivo cooperazione territoriale europea
L’obiettivo cooperazione territoriale europea mira a migliorare la cooperazione a livello transfrontaliero,
transnazionale e interregionale nei settori riguardanti lo sviluppo urbano, rurale e costiero, lo
sviluppo delle relazioni economiche e la messa in rete delle piccole e delle medie imprese (PMI).
Occupati (vedi: Rilevazione sulle forze di lavoro)

 

Occupati a tempo parziale (vedi: Rilevazione sulle forze di lavoro)


Occupati dipendenti a tempo determinato (vedi: Rilevazione sulle forze di lavoro)


Occupati equivalenti a tempo pieno (vedi: Unità standard di lavoro)


Occupati equivalenti in CIG (vedi: Cassa integrazione guadagni)


Offerta pubblica di acquisto (vedi: OPA)


OICR (Organismi di investimento collettivo del risparmio)
La voce comprende gli OICVM (vedi) e gli altri Fondi comuni di investimento (vedi).


OICVM (Organismi di investimento collettivo in valori mobiliari)
La voce comprende i fondi comuni di investimento mobiliare aperti, italiani ed esteri, e le Società
di investimento a capitale variabile (vedi).


Oneri finanziari netti (vedi: Autofinanziamento)


OPA (Offerta pubblica di acquisto)
Offerta rivolta al pubblico e finalizzata all’acquisto di strumenti finanziari. Qualora l’acquisto venga
realizzato consegnando, a titolo di corrispettivo, altri prodotti finanziari, l’offerta pubblica viene
definita di scambio. L’offerta pubblica è irrevocabile e si rivolge a parità di condizioni a tutti i possessori
degli strumenti finanziari che sono oggetto dell’OPA stessa.
Nel caso di società italiane con azioni ordinarie quotate in mercati regolamentati italiani, è previsto
l’obbligo da parte di chi, in seguito ad acquisti a titolo oneroso, pervenga a detenere una quota
superiore al 30 per cento di offrire ai restanti azionisti l’acquisto della totalità delle azioni ordinarie
della società eccedenti la quota che egli precedentemente deteneva (OPA totalitaria obbligatoria).
Sono previste ipotesi di esenzione dall’obbligo. In particolare, l’obbligo non sussiste se la partecipazione
viene a essere detenuta in seguito a una precedente offerta pubblica avente per oggetto
almeno il 60 per cento delle azioni ordinarie e che soddisfa ulteriori condizioni indicate dalla legge
(OPA preventiva). La fattispecie della cosiddetta OPA residuale configura l’obbligo da parte di chi
venga a detenere una partecipazione superiore al 90 per cento di promuovere un’OPA sul restante
capitale della società, se entro quattro mesi non ha ripristinato un flottante sufficiente ad assicurare
il regolare andamento delle negoziazioni.


Operatore pubblico
Le diverse definizioni di operatore pubblico sono sinteticamente descritte nello schema alla pagina
seguente (vedi anche: Amministrazioni pubbliche; Settore pubblico; Settore statale).


Operatori incaricati
Soggetti che, ai sensi dell’art. 3 del Provvedimento del Governatore della Banca d’Italia dell’11
novembre 2005, svolgono - per conto proprio o di terzi - le attività di invio delle informazioni di
pagamento e le eventuali ulteriori attività, propedeutiche alla determinazione dei saldi multilaterali
nel sottosistema Dettaglio di BI-Comp (vedi).


Operazione sospetta
Operazione di natura finanziaria che, per connotazioni oggettive (caratteristiche, entità, natura)
e in relazione alla posizione soggettiva del cliente (capacità economica e attività svolta), induce a

Le operazioni della Banca d’Italia sono effettuate in applicazione delle decisioni di politica monetaria
adottate dal Consiglio direttivo della BCE. L’Eurosistema dispone di diverse tipologie di
strumenti per la conduzione delle operazioni di mercato aperto: lo strumento più importante è
rappresentato dalle operazioni temporanee (da attuarsi sulla base di contratti di vendita/acquisto a
pronti con patto di riacquisto/vendita a termine o di prestiti garantiti). L’Eurosistema può anche far
ricorso a operazioni definitive, all’emissione di certificati di debito della BCE, agli swap in valuta e
alla raccolta di depositi a tempo determinato.
Le operazioni di mercato aperto sono svolte dalle singole BCN su iniziativa della BCE, che ne
stabilisce le modalità e le condizioni. Esse possono essere condotte sulla base di aste standard, aste
veloci o procedure bilaterali. Con riferimento alle finalità perseguite, le operazioni temporanee di
mercato aperto si possono distinguere in:
operazioni di rifinanziamento principali, a partire dal 9 marzo 2004, effettuate con frequenza
settimanale e scadenza a 1 settimana, mediante aste standard: forniscono la maggior parte del
rifinanziamento necessario al settore finanziario;
operazioni di rifinanziamento a più lungo termine, effettuate con frequenza mensile e scadenza
a 3 mesi, mediante aste standard;
operazioni di fine-tuning, senza cadenza prestabilita: mirano a regolare gli effetti sui tassi di
interesse causati da fluttuazioni impreviste della liquidità nel mercato; sono di norma effettuate
mediante aste veloci o procedure bilaterali e possono consistere in operazioni temporanee,
definitive, di swap in valuta o di raccolta di depositi a tempo determinato;
operazioni di tipo strutturale: mirano a modificare la posizione strutturale di liquidità del settore
bancario nei confronti dell’Eurosistema, possono avere la forma di operazioni temporanee o di
emissione di certificati di debito della BCE e sono effettuate dalle BCN attraverso aste standard; se
le operazioni strutturali sono di tipo definivo sono effettuate attraverso procedure bilaterali.


Operazioni di fine-tuning (vedi: Operazioni della Banca d’Italia)


Operazioni di rifinanziamento a più lungo termine (vedi: Operazioni della Banca d’Italia)


Operazioni di rifinanziamento marginale

Operazioni dell’Eurosistema che le controparti, su propria iniziativa, possono utilizzare per ottenere,
dietro prestazione di garanzie, credito overnight a un tasso di interesse prestabilito.


Operazioni di rifinanziamento principali (vedi: Operazioni della Banca d’Italia)


Operazioni di tipo strutturale (vedi: Operazioni della Banca d’Italia)

 

Operazioni temporanee
della Banca d’Italia (vedi: Operazioni della Banca d’Italia)
delle banche
Vendite (acquisti) di titoli a pronti alla (dalla) clientela, alla (dalla) Banca d’Italia, a (da) altri enti
creditizi da parte delle banche e contestuale acquisto (vendita) a termine degli stessi titoli da parte
del cedente (cessionario) a un prezzo concordato al momento della stipula del contratto. Vengono
ricondotte nelle segnalazioni statistiche di Vigilanza quelle operazioni che prevedono l’obbligo di
acquisto (vendita) a termine.


Optes (Operazioni per conto del Tesoro)
Procedura per la gestione attiva del conto “Disponibilità del Tesoro per il servizio di tesoreria”, che
– anche in virtù della condivisione tra Banca d’Italia e MEF delle informazioni sui flussi regolati
dalla tesoreria dello Stato – si pone l’obiettivo di migliorare la prevedibilità del saldo del conto,
agevolando le operazioni di politica monetaria della BCE e la gestione del debito pubblico. Gli
interventi, in raccolta e/o impiego di fondi non collateralizzati sul mercato monetario, sono eseguiti
tramite aste gestite dalla Banca d’Italia e/o con negoziazioni bilaterali con le controparti svolte
direttamente dal MEF o dalla Banca d’Italia per conto di quest’ultimo.


Opzioni
Strumenti derivati che assegnano il diritto, ma non l’impegno, di acquistare (call option) o di vendere
(put option) uno strumento finanziario a un prezzo prefissato entro oppure a una data futura
determinata.


Organismi di investimento collettivo in valori mobiliari (vedi: OICVM)


Organizzazione mondiale del commercio (OMC)
Organismo internazionale istituito dal trattato dell’Uruguay Round (vedi); ha iniziato a operare il
1º gennaio 1995. Ha il compito di sorvegliare sull’applicazione dei trattati riguardanti gli scambi
internazionali di beni e servizi e la protezione della proprietà intellettuale, di gestire il sistema di
risoluzione delle controversie commerciali e di promuovere la liberalizzazione in settori ancora
protetti. Ha sede a Ginevra.


Overnight (vedi: Depositi overnight)

 

Alcuni termini del glossario sono a cavallo tra finanza ed economia.

 

 

 

 

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