Glossario finanziario

 

 

 

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Paesi avanzati
Include i Paesi industriali (vedi), i Paesi di recente industrializzazione dell’Asia (vedi), Cipro e
Israele.


Paesi dell’area dell’euro
Austria, Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi,
Portogallo, Spagna (euro-12) e Slovenia (euro-13), Cipro, Malta e Slovacchia.
Paesi dell’Europa centrale e orientale
Albania, Bulgaria, Croazia, Estonia, Lettonia, Lituania, Macedonia, Polonia, Romania, Turchia,
Ungheria.

 

Paesi dell’ex URSS
Armenia, Azerbaigian, Bielorussia, Georgia, Kazakistan, Kirghizistan, Moldova, Russia, Tagikistan,
Turkmenistan, Ucraina, Uzbekistan. Non include i tre paesi baltici (che sono inclusi nell’aggregato
Paesi dell’Europa centrale e orientale).


Paesi dell’OCSE
Australia, Austria, Belgio, Canada, Corea del Sud, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania,
Giappone, Grecia, Islanda, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Messico, Norvegia, Olanda, Polonia,
Portogallo, Repubblica Ceca, Slovacchia, Spagna, Stati Uniti, Svezia,Svizzera, Regno Unito,
Turchia e Ungheria.


Paesi della UE
Comprendono i 15 paesi che erano membri dell’Unione europea già prima del maggio 2004
(UE-15: Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo,
Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito, Spagna e Svezia) e i 12 paesi nuovi membri entrati
a far parte della UE dopo tale data (UE-12: Bulgaria, Cipro, Estonia, Lettonia, Lituania, Malta,
Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia e Ungheria).


Paesi di recente industrializzazione dell’Asia
Corea del Sud, Hong Kong (Cina), Singapore, Taiwan (Cina).


Paesi emergenti e in via di sviluppo
Sono quelli non compresi tra i Paesi avanzati (vedi). Sono ulteriormente raggruppati in:
Paesi emergenti e in via di sviluppo esportatori di fonti di energia
Algeria, Angola, Arabia Saudita, Azerbaigian, Bahrein, Ciad, Ecuador, Emirati Arabi Uniti,
Gabon, Guinea Equatoriale, Iran, Kazakistan, Kuwait, Libia, Nigeria, Oman, Qatar, Repubblica
del Congo, Russia, Sudan, Trinidad e Tobago, Turkmenistan, Venezuela, Yemen.
Paesi emergenti e in via di sviluppo non esportatori di fonti di energia
Sono quei paesi non compresi fra quelli esportatori di fonti di energia.


Paesi dell’OPEC
Algeria, Angola, Arabia Saudita, Ecuador, Emirati Arabi Uniti, Iran, Iraq, Kuwait, Libia, Nigeria,
Qatar, Venezuela.


Paesi dell’ASEAN
Brunei, Cambogia, Filippine, Indonesia, Laos, Malaysia, Myanmar, Singapore, Thailandia, Viet Nam.
 

Paesi del Mercosur
Argentina, Brasile, Paraguay, Uruguay, Venezuela.


Paesi in via di sviluppo (vedi: Paesi emergenti e in via di sviluppo)


Paesi industriali
Include i Paesi dell’area dell’euro (vedi), Australia, Canada, Danimarca, Giappone, Islanda,
Norvegia, Nuova Zelanda, Regno Unito, Stati Uniti, Svezia, Svizzera.

 

Principali paesi industriali

Canada, Francia, Germania, Giappone, Italia, Regno Unito e Stati Uniti.


Paesi nuovi membri della UE (vedi: Paesi della UE)


Pagamento contro pagamento (Payment versus payment – PVP)
In un sistema per il regolamento delle operazioni in cambi, è il meccanismo volto ad assicurare che
il trasferimento definitivo di una valuta sia eseguito soltanto a condizione che abbia luogo il contestuale
trasferimento definitivo della valuta o delle valute di contropartita.


PagoBancomat
Iniziativa realizzata dal sistema bancario italiano per l’utilizzo attraverso POS presso gli esercizi
commerciali convenzionati delle carte di debito contraddistinte dal marchio PagoBancomat. È
regolata da una convenzione interbancaria gestita dall’ABI (Cogeban) (vedi: Bancomat).


Paris Net Settlement (PNS)
Sistema di regolamento netto in tempo reale che permette il regolamento irrevocabile dei pagamenti
di importo elevato nel corso della giornata; è gestito dalla Centrale de Règlements Interbancaires
(CRI). Il PNS ha sostituito il Système Net Protégé il 19 aprile 1999. Il sistema è stato dismesso il 18
febbraio 2008, in concomitanza con la migrazione della piazza finanziaria francese a TARGET2.


Partite deteriorate
Partite in sofferenza (vedi: Sofferenze), Partite incagliate (vedi), crediti scaduti o sconfinanti da oltre
180 giorni e crediti ristrutturati.


Partite in sofferenza (vedi: Sofferenze)


Partite incagliate
Esposizioni verso affidati in temporanea situazione di obiettiva difficoltà che, peraltro, possa essere
prevedibilmente superata in un congruo periodo di tempo.


Passività subordinate
Prestiti subordinati (vedi) e strumenti ibridi di patrimonializzazione computabili e non computabili
nel patrimonio dell’emittente in base alla vigente disciplina di Vigilanza.


Patrimonio dello Stato spa
È stata istituita con DL 15.4.2002, n. 63, convertito nella L. 15.6.2002, n. 112. Le azioni della
Patrimonio dello Stato spa, inizialmente attribuite al Ministero dell’Economia e delle finanze,
possono essere trasferite ad altre società di cui il Ministero detenga direttamente l’intero capitale
sociale. La società è stata creata allo scopo di valorizzare il patrimonio dello Stato e migliorarne la
gestione. In essa potranno confluire i beni compresi nel conto generale del patrimonio dello Stato.
La Patrimonio dello Stato spa è classificata nel settore delle Amministrazioni pubbliche.


Patrimonio di vigilanza
Costituito dalla somma del patrimonio di base e del patrimonio supplementare entrambi al netto
delle relative deduzioni. Il patrimonio supplementare viene ammesso nel limite massimo del
patrimonio di base. Per maggiori informazioni cfr. la Circolare della Banca d’Italia n. 263 del 27
dicembre 2006.

 

Patto di stabilità e crescita
Il Patto, approvato dal Consiglio europeo nel 1997 ad Amsterdam e rivisto nel 2005, completa la
definizione delle regole di bilancio europee rispetto a quanto già previsto dal Trattato di Maastricht.
Con il Patto i paesi della UE si impegnano a perseguire un obiettivo di medio termine per il proprio
saldo di bilancio; tale obiettivo è specifico a ciascun paese, può differire da una posizione di pareggio
o di avanzo e si deve collocare fra un disavanzo dell’1 per cento del PIL e un avanzo. Ciascun
paese deve fissare il proprio obiettivo in modo da disporre di un margine di sicurezza rispetto alla
soglia del 3 per cento del PIL fissata dal Trattato di Maastricht, da garantire rapidi progressi verso
la sostenibilità dei conti pubblici e quindi da disporre di margini di manovra in particolare per gli
investimenti pubblici. I paesi che non hanno ancora conseguito il proprio obiettivo di medio termine
devono conseguire un miglioramento del saldo strutturale dello 0,5 per cento del PIL l’anno
(vedi: saldo strutturale). Inter alia, il Patto precisa tempi e modalità di attuazione della Procedura
per i disavanzi eccessivi (vedi) e stabilisce il contenuto dei programmi di stabilità e dei programmi
di convergenza che devono essere aggiornati ogni anno rispettivamente dai paesi della UE che
hanno già adottato la moneta unica e da quelli che non lo hanno ancora fatto (vedi: Programmi di
stabilità). Il Patto di stabilità e crescita è costituito dai regolamenti CE nn. 1466 e 1467 del 1997,
come emendati dai regolamenti CE nn. 1055 e 1056 del 2005, e da una Risoluzione del Consiglio
europeo del 1997.


Patto di stabilità interno
Il Patto di stabilità interno, introdotto con la manovra di bilancio per il 1999, mira a coinvolgere le
Amministrazioni locali nel perseguimento degli obiettivi concordati per i conti pubblici in sede europea.
Le norme di applicazione del Patto sono state oggetto di frequenti revisioni (cfr. nell’Appendice il
paragrafo della sezione Principali provvedimenti in materia economica: Finanza decentrata, vari anni).


PE-AC H (Pan-European Automated Clearing House)
PEACH è definita nel PEACH/CSM Framework dell’EPC (vedi) come l’infrastruttura per la compensazione
e il regolamento degli strumenti di pagamento SEPA, capace di assicurare la piena raggiungibilità
degli intermediari nell’area unica dei pagamenti in euro. Essa è dotata delle necessarie
norme di amministrazione, procedure operative e piattaforme tecniche (vedi anche: Automated
clearing house).


Persone in cerca di occupazione e di prima occupazione (vedi: Rilevazione sulle forze di lavoro)
 

Piattaforma unica condivisa
Infrastruttura tecnica unica condivisa attraverso cui opera il sistema di regolamento lordo in tempo
reale europeo TARGET2 (vedi). Essa si caratterizza per una struttura di tipo modulare ed è composta
da quattro moduli obbligatori (Payment Module, Information and Control Module, Static
Data Module e Contingency Module), e altri opzionali. La Banca d’Italia, oltre ai cennati moduli
obbligatori, ha adottato i tre moduli opzionali (Home Accounting Module, Standing Facilities
Module e Reserve Management Module).


Polizze vita index-linked
Polizze vita con prestazioni ancorate a indici di riferimento, normalmente tratti dai mercati azionari.
La polizza può prevedere la garanzia di un capitale o rendimento minimo.


Polizze vita rivalutabili
Polizze vita con prestazioni collegate a una gestione separata di valori mobiliari. L’assicuratore garantisce
la corresponsione del capitale assicurato e di una rivalutazione pari a una parte del rendimento
della gestione separata.

 

Polizze vita unit-linked
Polizze vita con prestazioni collegate al valore di fondi d’investimento. La polizza può prevedere la
garanzia di un capitale o rendimento minimo.


POS o punto di vendita
Apparecchiatura automatica mediante la quale è possibile effettuare il pagamento di beni o servizi
presso il loro fornitore utilizzando carte di pagamento. L’apparecchiatura consente il trasferimento
delle informazioni necessarie per l’autorizzazione e la registrazione, in tempo reale o differito, del
pagamento.


Posizione patrimoniale netta verso l’estero
Prospetto statistico, spesso indicato con il termine abbreviato “posizione netta”, che mostra, a una
certa data, la consistenza delle attività e delle passività finanziarie di un paese verso il resto del
mondo. Lo schema di presentazione della posizione patrimoniale sull’estero utilizza gli stessi criteri
classificatori del conto finanziario della bilancia dei pagamenti: funzionale, attività/passività, per
strumento e settoriale. La bilancia dei pagamenti e la posizione patrimoniale sull’estero sono raccordabili.
La variazione della posizione patrimoniale netta verso l’estero, al netto degli aggiustamenti
di valutazione (prezzi degli strumenti finanziari sottostanti, tassi di cambio) e di altri aggiustamenti
corrisponde al saldo del conto finanziario cambiato di segno. Tale aggregato coincide con la somma
dei saldi del conto corrente e del conto capitale della bilancia dei pagamenti al netto della voce
errori e omissioni.


Posizioni aperte (Open interest)
Nei mercati dei futures e delle opzioni, le posizioni aperte sono rappresentate dal totale delle operazioni
di acquisto/vendita a termine che non sono state chiuse dagli investitori con operazioni di
segno inverso.


Preference shares
Titoli che associano a forme di remunerazione ancorate ai tassi di mercato caratteristiche di subordinazione
particolarmente accentuate, ad esempio il mancato recupero negli esercizi successivi degli
interessi non corrisposti dalla banca e la partecipazione alle perdite della banca stessa nel caso in
cui esse determinino una rilevante riduzione delle risorse patrimoniali. Le Istruzioni di Vigilanza
fissano le condizioni in base alle quali le preference shares possono essere computate nel patrimonio
di base delle banche e dei gruppi bancari.


Pressione fiscale
Incidenza sul PIL del complesso delle entrate tributarie e contributive. Comprende le imposte in
conto capitale e i contributi sociali figurativi.


Prestazioni sociali
Comprendono tutti i trasferimenti correnti in denaro o in natura corrisposti alle famiglie dalle Amministrazioni
pubbliche, dalle imprese e da altre istituzioni private senza contropartita equivalente
e simultanea da parte del beneficiario.


Prestiti della Repubblica
Titoli obbligazionari a tasso fisso o variabile emessi dal Tesoro italiano sui mercati esteri sotto la
denominazione di Republic of Italy. Sono solitamente denominati nelle principali valute degli
euromercati quali dollari, yen, euro.

 

Prestiti delle banche
L’aggregato comprende, oltre agli impieghi, i pronti contro termine attivi, gli effetti insoluti al
protesto e propri, le partite in sofferenza, i prestiti subordinati, le somme depositate dalle banche su
conti facenti capo al Tesoro e altre voci di minore entità.


Prestiti per altri scopi
Crediti concessi alle famiglie per finalità connesse ad attività economiche e per scopi diversi dal
consumo e dall’acquisto di immobili.


Prestiti per l’acquisto di abitazioni
Crediti concessi alle famiglie al fine di effettuare investimenti immobiliari, ivi inclusi la costruzione
e la ristrutturazione.


Prestiti ristrutturati
Crediti per i quali una banca, a causa del deterioramento delle condizioni economico-finanziarie
del debitore, acconsente a modifiche delle originarie condizioni contrattuali (ad esempio
rinegoziazione della durata, riduzione del capitale e/o degli interessi) che danno luogo a una
perdita.


Prestiti sindacati
Operazioni di finanziamento in cui una o più istituzioni finanziarie capofila contrattano le condizioni
con il debitore e organizzano il collocamento di quote del prestito presso altri intermediari.


Prestiti subordinati
Strumenti di finanziamento il cui schema negoziale prevede che i portatori dei documenti rappresentativi
del prestito siano soddisfatti successivamente agli altri creditori in caso di liquidazione
dell’ente emittente.


Prezzi al consumo
Indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale e per le famiglie di operai
e impiegati
L’indice per l’intera collettività nazionale fa riferimento ai consumi finali delle famiglie residenti,
originati da transazioni monetarie effettuate sul territorio economico italiano. L’indice
per le famiglie di operai e impiegati è riferito al sottoinsieme della popolazione costituito dalle
famiglie residenti il cui capofamiglia è un lavoratore dipendente extragricolo (operaio oppure
impiegato) e viene calcolato anche al netto dei tabacchi, come previsto dalla L. 5.2.1992, n. 81.
Quest’ultimo indicatore è utilizzato a fini legislativi.
Indice dei prezzi al consumo armonizzato
Dal gennaio 1997 l’Istat produce, sulla base di metodologie comuni indicate dall’Eurostat,
l’indice armonizzato dei prezzi al consumo, che consente di confrontare i tassi di inflazione dei
paesi aderenti all’Unione europea.


Prezzi alla produzione dei prodotti industriali
Indici dei prezzi che si formano nel primo stadio di commercializzazione dei prodotti industriali sul
mercato interno e che vengono rilevati dagli istituti nazionali di statistica di ciascun paese.

 

Principali paesi esportatori di petrolio
Algeria, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Indonesia, Iran, Kuwait, Libia, Messico, Nigeria,
Norvegia, Qatar, Russia, Venezuela.


Principio economico (Economic approach)
Principio contabile in base al quale i risultati economici delle operazioni in valuta vengono registrati
alla data di negoziazione, in alternativa a quella di regolamento. L’applicazione del principio
economico comporta inoltre, per gli strumenti finanziari in valuta, la rilevazione su base giornaliera
dei ratei di interesse.


Private equity (vedi: Fondi comuni di investimento chiusi)


Procedura Lamfalussy
Procedura legislativa finalizzata a razionalizzare la produzione della normativa in campo finanziario
nell’Unione europea. Introdotta nel 2001, in base alle raccomandazioni di un comitato presieduto
da Alexandre Lamfalussy, per il settore mobiliare, la procedura è stata successivamente estesa ai
settori bancario e assicurativo. Essa si articola in quattro livelli. Al primo livello vi è l’elaborazione
della legislazione primaria, in cui sono stabiliti i principi generali della regolamentazione. Al secondo
livello si situa la predisposizione della normativa secondaria per l’attuazione delle disposizioni di
primo livello; la Commissione europea elabora disposizioni di dettaglio con l’assistenza di comitati
distinti per i settori bancario, mobiliare e assicurativo, ai quali partecipano i rappresentanti dei ministeri
economici e finanziari. Al terzo livello operano comitati tecnici, composti da rappresentanti
delle autorità di vigilanza sui settori bancario, mobiliare e assicurativo, che svolgono funzioni di
consulenza nei confronti della Commissione per le proposte legislative e di coordinamento tra le
autorità di vigilanza per garantire il recepimento uniforme e coerente della legislazione di primo e
secondo livello. Il quarto livello corrisponde al potere di verifica della Commissione della coerente
applicazione delle norme da parte dei paesi membri.


Procedura per i disavanzi eccessivi
I paesi della UE devono evitare disavanzi eccessivi (articolo 104 del Trattato di Maastricht). A tal
fine i paesi devono rispettare le regole di bilancio sancite dal Trattato di Maastricht. In particolare,
il disavanzo e il debito devono essere inferiori rispettivamente al 3 e al 60 per cento del PIL. La
Commissione europea controlla l’evoluzione dei conti pubblici nei singoli paesi e la conformità di
quest’ultima rispetto ai limiti fissati per il disavanzo e il debito. Qualora un paese violasse una o
entrambe le suddette regole, viene avviata una procedura – denominata Procedura per i disavanzi
eccessivi – volta a far riportare i conti pubblici del paese in esame in una situazione coerente con le
regole di bilancio del Trattato. La Procedura, i cui tempi e modalità di applicazione sono precisati
dal Patto di stabilità e crescita, si articola in varie fasi e prende avvio con un rapporto della Commissione
europea.


Prodotto interno lordo ai prezzi di mercato (PIL)
Corrisponde alla produzione totale di beni e servizi dell’economia, diminuita dei consumi intermedi
e aumentata dell’IVA e delle imposte indirette sulle importazioni. È pari alla somma dei valori
aggiunti (vedi: Valore aggiunto) ai prezzi del produttore delle varie branche, aumentata dell’IVA e
delle imposte indirette sulle importazioni.


Produttività totale dei fattori
Misura la crescita del prodotto attribuibile al progresso tecnico ed è calcolata come differenza tra il
tasso di crescita del valore aggiunto e i tassi di crescita dell’input di lavoro e dello stock di capitale,
ponderati con le rispettive quote distributive. La produttività totale dei fattori corretta tiene conto
dei miglioramenti qualitativi degli input produttivi.

 

Programmi di stabilità
Come previsto dal Patto di stabilità e crescita (vedi), ogni paese dell’area dell’euro deve presentare
al Consiglio UE e alla Commissione europea le informazioni necessarie ai fini della sorveglianza
multilaterale – stabilita dal Trattato di Maastricht – dell’economia e delle politiche economiche di
ciascun paese. Tali informazioni sono fornite annualmente mediante documenti elaborati dai governi
denominati Programmi di stabilità. Tali documenti includono: informazioni sull’obiettivo di
bilancio di medio termine, sul percorso di avvicinamento a tale obiettivo e sull’evoluzione del rapporto
fra il debito e il prodotto; le principali ipotesi sull’andamento atteso per le principali variabili
macroeconomiche; una valutazione quantitativa degli interventi discrezionali di politica di bilancio
e di altre politiche adottati e/o proposti per raggiungere gli obiettivi fissati nel Programma; un’analisi
dell’impatto sui conti pubblici di eventuali modifiche alle ipotesi macroeconomiche adottate. I
programmi di stabilità vengono esaminati dalla Commissione europea e dal Comitato economico
e finanziario (vedi); i loro rapporti costituiscono la base per la valutazione dei programmi da parte
del Consiglio dell’Ecofin, in particolare con riferimento al rispetto del complesso delle regole di
bilancio europee. Anche i paesi della UE che non appartengono all’area dell’euro devono presentare
annualmente documenti programmatici denominati programmi di convergenza.


Project financing
Operazione di finanziamento a lungo termine che prevede il coinvolgimento dei soggetti privati
nella realizzazione e nell’accollo totale o parziale dei costi di opere pubbliche in vista di guadagni
futuri legati alla gestione delle opere medesime.


Punto base (Basis point)
Corrisponde a un centesimo di punto percentuale.

 

 

 

Alcuni termini del glossario sono a cavallo tra finanza ed economia.

 

 

 

 

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