Glossario finanziario

 

 

 

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Tangible assets
Valore contabile degli attivi di una società calcolato escludendo le attività immateriali.
 

Tangible common equity
Definizione generalmente utilizzata dagli analisti nei mercati anglosassoni. Si tratta, in sostanza, del
valore contabile del patrimonio netto di una società calcolato escludendo le attività immateriali e
gli strumenti di patrimonializzazione diversi dalle azioni ordinarie.


TAR GET (Trans-European Automated Real-Time Gross Settlement Express Transfer System)
Sistema di regolamento lordo in tempo reale che le banche centrali della UE hanno realizzato per la
terza fase della UEM (1999) per la gestione dei pagamenti d’importo rilevante in moneta unica. Il
sistema, costituito dai sistemi di regolamento nazionali e dalle infrastrutture necessarie a collegarli
(vedi: BI-Rel; Interlinking) è stato dismesso il 19 maggio 2008, in concomitanza con il completamento
della migrazione al nuovo sistema TARGET2 (vedi).


TAR GET2
Sistema di regolamento lordo in tempo reale che rappresenta l’evoluzione di TARGET, sviluppato
con lo scopo di soddisfare le esigenze derivanti dalla crescente integrazione finanziaria nell’ambito
dell’area dell’euro. La relativa infrastruttura tecnica è stata realizzata ed è gestita congiuntamente
dalla Banca d’Italia, dalla Bundesbank e dalla Banque de France per conto dell’Eurosistema; il
sistema è costituito da una piattaforma unica condivisa che offre un servizio armonizzato con
uno schema tariffario uniforme. Sebbene sia basato su una infrastruttura unica, TARGET2 è
giuridicamente strutturato come una molteplicità di sistemi di pagamento costituita da tutti
i sistemi componenti di TARGET2, designati come “sistemi” secondo le rispettive normative
nazionali di attuazione della direttiva sulla settlement finality. TARGET2 è stato avviato il 19
novembre 2007 ed è divenuto pienamente operativo il 19 maggio 2008, con la conclusione della
fase di migrazione.

 

TAR GET2-Banca d’Italia
È la componente italiana del sistema di regolamento in tempo reale TARGET2 (vedi), a cui la piazza
finanziaria italiana è migrata a partire dal 19 maggio 2008. Ha sostituito il sistema di regolamento
lordo dei pagamenti di elevato ammontare BI-Rel (vedi) che è cessato a partire dalla medesima data.


Tasso base o di riferimento sui crediti agevolati
Tasso attivo riconosciuto alle banche sulle operazioni di credito agevolato.


Tasso di attività (vedi: Rilevazione sulle forze di lavoro)


Tasso di cambio effettivo

Indice sintetico del valore esterno di una moneta, costruito come media ponderata dei tassi di
cambio della moneta stessa rispetto alle altre divise. I tassi di cambio effettivi nominali e reali sono
rispettivamente basati sui tassi di cambio bilaterali nominali e reali; questi ultimi sono i tassi di
cambio nominali corretti per l’andamento dei prezzi o dei costi.


Tasso di disoccupazione (vedi: Rilevazione sulle forze di lavoro)


Tasso di occupazione (vedi: Rilevazione sulle forze di lavoro)


Tasso di partecipazione (vedi: Rilevazione sulle forze di lavoro)


Tasso sui federal funds

Tasso di interesse a brevissimo termine sul mercato statunitense dei fondi federali, in cui si scambiano
le riserve in eccesso detenute dalle aziende di credito presso la Riserva federale. Sebbene si tratti
di un rendimento di mercato, la Riserva federale annuncia un livello di tale tasso come l’obiettivo
di breve termine per le sue operazioni di mercato aperto; gli scostamenti tra il tasso di mercato e il
tasso obiettivo sono generalmente di lieve entità.


Tier 3
Gli elementi patrimoniali rientranti nel patrimonio di terzo livello (tier 3) possono essere utilizzati
soltanto a copertura dei requisiti patrimoniali sui rischi di mercato – esclusi i requisiti patrimoniali a
fronte del rischio di controparte e del rischio di regolamento relativi al “portafoglio di negoziazione ai
fini di vigilanza” – ed entro il limite pari al 71,4 per cento di detti requisiti. Per ulteriori dettagli si vedano
le “Istruzioni per la compilazione delle segnalazioni sul patrimonio di vigilanza e sui coefficienti
prudenziali” (Circolare n. 155 del 18 dicembre 1991), disponibili sul sito internet dell’Istituto.


Titoli barrier
Titoli strutturati il cui rendimento risulta legato, in tutto o in parte, alla permanenza temporale di
un parametro predefinito al di sotto o al di sopra di una soglia prefissata.


Titoli consegnabili
Nei contratti futures sui titoli di Stato, sono le specie di titoli, appartenenti a un paniere predeterminato,
con i quali il venditore può assolvere l’obbligo della consegna a termine. Tra di essi il più
conveniente per la consegna è denominato cheapest to deliver.


Titoli corridor
Titoli strutturati il cui rendimento risulta legato, in tutto o in parte, alla permanenza temporale di
un parametro predefinito all’interno di un «corridoio» di valori delineato da una soglia minima e
una massima.

 

Titoli di Stato
Titoli obbligazionari del Tesoro italiano. Attualmente comprendono i Prestiti della Repubblica,
emessi sui mercati esteri, e le seguenti tipologie di titoli emessi sul mercato interno: BOT (vedi),
BTP (vedi) e alcune tipologie di Certificati del Tesoro (vedi).


Titoli equity linked
Titoli strutturati il cui rendimento è legato all’andamento di una o più azioni quotate ovvero di
indici rappresentativi di uno o più mercati azionari.


Titoli .xed reverse .oater
Titoli strutturati caratterizzati da durate generalmente lunghe e da cedole fisse ed elevate nei primi
anni di vita del titolo e successivamente correlate in maniera inversa all’andamento dei tassi di
interesse.


Titoli fund linked
Titoli strutturati il cui rendimento è legato all’andamento di uno o più fondi comuni di investimento.


Titoli reverse convertible
Titoli che abbinano a uno strumento di debito di tipo tradizionale un’opzione put, esercitabile alla
scadenza dall’emittente nei confronti del sottoscrittore, su una quantità predefinita di un’attività
finanziaria o di un parametro di largo mercato (cosiddetto sottostante), a un prezzo anch’esso prestabilito.
In caso di andamento sfavorevole del sottostante, alla scadenza possono essere rimborsati
anche a un valore inferiore a quello di sottoscrizione. Data questa caratteristica, i titoli reverse convertible
non sono giuridicamente annoverabili tra gli strumenti obbligazionari.


Titoli sintetici
Attività finanziarie che, attraverso l’abbinamento di due o più strumenti finanziari (di cui solitamente
almeno uno derivato), consentono di ottenere un’altra tipologia di strumenti finanziari. Ad
esempio, un titolo di debito a tasso fisso abbinato a uno swap che prevede il pagamento del tasso
fisso contro la corresponsione di un tasso variabile consente di riprodurre per «sintesi» un titolo di
debito a tasso variabile.


Titoli strutturati
Titoli che incorporano all’interno di uno strumento di debito di tipo tradizionale un contratto derivato,
solitamente di tipo opzionale. Diversamente dai titoli sintetici, le due componenti di un titolo
strutturato (obbligazionaria e derivata) sono fuse all’interno di un unico strumento finanziario.
Nei titoli strutturati a capitale garantito i flussi di pagamento per interessi sono indicizzati all’andamento
del parametro sottostante alla componente derivata (in tal caso giuridicamente il titolo è
inquadrabile tra le obbligazioni). Nei titoli a capitale non garantito (ad es. titoli reverse convertible)
il valore di rimborso può risultare inferiore a quello di sottoscrizione.
A seconda della natura del parametro sottostante i titoli strutturati vengono suddivisi in varie
categorie (Titoli equity linked (vedi), Titoli fund linked (vedi), ecc.).


Tom-next o tomorrow-next (vedi: Depositi overnight)


Trattato sull’Unione europea
Firmato a Maastricht il 7 febbraio 1992, contiene disposizioni che modificano il Trattato di Roma
istitutivo della CEE e i Trattati istitutivi della CECA e dell’Euratom, nonché disposizioni relative alla

politica estera e di sicurezza comune e alla cooperazione nei settori della giustizia e degli affari interni.
La parte III del trattato sulla UE riguarda la UEM. È stato modificato dal Trattato di Amsterdam del 2
ottobre 1997 e da quello di Nizza del 26 febbraio 2001. Si fa presente che il 13 dicembre 2007 i capi di
Stato o di governo dei paesi della UE hanno firmato il Trattato di Lisbona, che avrà rilevanti implicazioni
per il funzionamento delle istituzioni europee; questo Trattato, la cui entrata in vigore era prevista
per il 1° gennaio 2009, è attualmente in corso di ratifica da parte dei Parlamenti degli Stati membri.


Triparty collateral management services
Servizi di gestione dei titoli, offerti da depositari centrali e banche, che consentono alle istituzioni
finanziarie di esternalizzare la gestione del portafoglio titoli al fine di ridurre i costi operativi e conseguire
per tale via guadagni di efficienza; il triparty provider effettua una gestione integrata dei servizi
di custodia, monitoraggio e allocazione dei titoli tra le varie operazioni effettuate dal cliente, in contropartita
sia di altre istituzioni finanziarie sia delle banche centrali.


Troncamento degli assegni
Procedura interbancaria di gestione degli assegni, in base alla quale i titoli negoziati vengono trattenuti
presso l’ente negoziatore che provvede a predisporre il flusso informativo da trasmettere via RNI
all’ente dell’emittente del titolo (ente trattario). Dal settembre 1998 al maggio 2003 sono soggetti a
troncamento gli assegni bancari e postali e gli assegni circolari di importo rispettivamente non superiore
a 2.582,28 e 10.329,14 euro. Dal 3 giugno 2003 i limiti di importo degli assegni bancari e postali
e degli assegni circolari sono elevati rispettivamente a 3.000 e 12.500 euro. Dal 2 febbraio 2009
è eliminato il limite di importo per il troncamento degli assegni circolari e dei titoli assimilati.

 

Alcuni termini del glossario sono a cavallo tra finanza ed economia.

 

 

 

 

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