APOSTILLE CONVENZIONE DELL' AJA del 1961
 

 

 


La Convenzione dell'Aja del 1961 ha svincolato gli Stati aderenti dalla necessità della legalizzazione, sostituendola con un'altra formalità chiamata "Apostille", da apporsi sui documenti da valere fuori dallo Stato in cui sono stati formati.
 

 

 

Natura sostanziale dell'Apostille

Dal punto di vista sostanziale l'Apostille è un tipo di legalizzazione in quanto certifica la veridicità della firma, la qualità in cui il firmatario dell'atto ha agito e, se del caso, l'autenticità del sigillo o timbro di cui l'atto è munito (art. 3 della Convenzione).

Da un punto di vista formale, invece, con l'Apostille si è voluto semplificare la procedura di legalizzazione, unificandone la formula e stabilendo che il documento munito dell'Apostille, può essere immediatamente recepito nel territorio di tutti gli Stati della Convenzione senza bisogno di un'altra legalizzazione.

Per semplificare ulteriormente l’intelligibilità della formula legalizzatrice, la Convenzione ne ha fissato lingua, forma e contenuto. L'Apostille può essere redatta o nella lingua francese (lingua della Convenzione) o nella lingua ufficiale dell'autorità che l'ha rilasciata; in ogni caso l'intitolazione della legalizzazione deve essere sempre espressa nella forma francese di "Apostille" (art. 4). Inoltre il contenuto dell'Apostille deve essere esattamente conforme al modello allegato alla Convenzione (art. 4); e si noti che la Convenzione non si è limitata a prescrivere ciò che la formula deve contenere, ma si è spinta a standardizzare la stessa struttura fisica dell'Apostille, ponendo una numerazione progressiva delle righe di cui si compone e stabilendo quali parole devono essere riportate su ciascuna riga.

Proprio il fatto che la lingua, il contenuto e la struttura dell'Apostille trovano compiuta disciplina legislativa, porta a concludere agevolmente che, se pure si volesse dubitare che occorra la traduzione della legalizzazione, la necessità della traduzione dell' Apostille è sicuramente da escludere. Si potrebbe obiettare che il cittadino dello Stato in cui l'atto deve essere utilizzato ha il diritto di conoscere se il contenuto dell' Apostille sia conforme al testo di legge, soprattutto se è scritto in caratteri diversi (quali, ad esempio, il greco o il giapponese, Stati che hanno ratificato la Convenzione). E' agevole ribattere che la formula deve iniziare col titolo "Apostille", il quale deve essere necessariamente scritto in francese, per cui ognuno è immediatamente posto a conoscenza di quale tipo di legalizzazione è stato adottato, proprio perché ogni riga di cui si compone l'Apostille deve essere numerata e vi devono essere riportate le parole indicate dalla Convenzione: il che rende di facile e immediata comprensione il contenuto della stessa, indipendentemente dalla lingua e dai caratteri usati.

Tutto ciò porta ad escludere con assoluta certezza la necessità di traduzione dell'Apostille apposta ad un documento da valere in Italia.

 

Convenzione dell'Aja per l'apostille
La Convenzione dell'Aja del 5 ottobre 1961, normativa internazionale che ha istituito la "apostille" facilita la circolazione di documenti pubblici eseguiti in uno Stato parte della Convenzione e facilita la loro produzione in un altro Stato parte della Convenzione. La Convenzione dell'Aja con l'apostille evita quindi le lunghe e spesso costose formalità di un processo di piena legalizzazione di un documento che erano in vigore in precedenza, variando oltretutto da Stato a Stato.

Stati aderenti alla Convenzione dell'Aia
Ecco un elenco dei Paesi aderenti alla Convenzione dell'Aia (nei quali quindi un documento con apostille è considerato valido) alla data della messa online del presente documento (agg. 31/12/2010)
A - Albania, Andorra, Antigua and Barbuda, Argentina, Armenia, Australia, Austria, Azerbaijan
B - Bahamas, Barbados, Belarus, Belgium, Belize, Bosnia and Herzegovina, Botswana, Brunei Darussalam, Bulgaria
C - China (Hong Kong), China (Macao), Colombia, Cook Islands, Croatia, Cyprus, Czech Republic
D - Denmark, Dominica, Dominican Republic
E - Ecuador, El Salvador, Estonia
F - Fiji, Finland, France, FYR of Macedonia
G - Georgia, Germany, Greece, Grenada
H - Honduras, Hungary
I - Iceland, India, Ireland, Israel, Italy
J - Japan
K - Kazakhstan, Korea (Republic of)
L - Latvia, Lesotho, Liberia, Liechtenstein, Lithuania, Luxembourg
M - Malawi, Malta, Marshall Islands, Mauritius, Mexico, Monaco, Mongolia, Montenegro
N - Namibia, Netherlands, New Zealand, Niue, Norway
P - Panama, Poland, Portugal
R - Republic of Moldova, Romania, Russian Federation
S - Saint Kitts and Nevis, Saint Lucia, Saint Vincent and the Grenadines, Samoa, San Marino, Sao Tome and Principe, Serbia, Seychelles, Slovakia, Slovenia, South Africa, Spain, Suriname, Swaziland, Sweden, Switzerland
T - Tonga, Trinidad and Tobago, Turkey
U - Ukraine, United Kingdom, USA
V - Vanuatu, Venezuela

 

 



 

 

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